auto-costruendo con consecuzione i Numeri cardinali usando gli alfabeto italiano

poҡ 1238

17/09/2025> Una cosa è scrivere in italiano (perché puoi sempre barare + tradurre con qualunque tecnologia), ma un'altra è parlarlo, nella vita reale, per le strade, senza stampelle. Dopo aver scritto l'ultimo post, ho chiesto al mio computer di leggerlo ad alta voce + ho scoperto cose come virgole e punti sono importanti, per come vengono pronunciati, flessioni della frase, quindi ora userO la punteggiatura corretta, e non solo, scriverO in 1° persona (+ lo so, lo so, devo aggiungere una O accentata a questo font, ma per ora li scriverO in maiuscolo) ... dopotutto, nel mondo reale non sono un maniaco che parla di me stesso in 3° persona. Una volta che l'avrO padroneggiata, al punto da pensare e sognare in italiano, allora potró (ecco, ce l'ho fatta il «ó»!) infrangere le regole.

Ho iniziato le mie sessioni private con R, lo stesso tutor con cui J + io abbiamo avuto lezioni (sullo zoom), ma questi saranno solo con me, parlando di cose che mi interessano e della lingua di cui avró bisogno per parlare di letteratura, editoria + arte, ecc... parole + termini che uso quotidianamente. E sto dirottando questo blog per esercitarmi, quindi abbiate pazienza, caro internet, mentre rinuncio + decolonizzarme dal giogo d'inglese.

Nelle notizie della settimana, una settimana nella vita di io, in8 iD, il vostro umile ospite, alcune pagine di TENET sono state pubblicate su Gone Lawn (sotto le spoglie di «10-toed antenna»):

+ Archivi Calamari (o Archivio Calamaro? dovrei cambiare ufficialmente il nome?) ha pubblicato Hob Broun's Inner Tube [«Camera d'aria», anche un «televisione interna», perché ai bei vecchi tempi chiamavamo la TV «boob tube» («tubo di tette») o «idiot box» («scatola idiota»]... dopo quasi 40 anni di fuori stampa


Hob Broun celebra la riedizione di Inner Tube

Ho iniziato a lavorare al libro successivo di Hob Broun, Cardinal Numbers (Numeri cardinali), una raccolta di racconti brevi che è stato pubblicato postumo (nel 1988) + anche fuori di stampa da allora in poi. Leggendo Hob Broun, mi fa capire che non sono pronto di rinunciare all'inglese ancora de poco, perché la linguaggio che usa П così preciso e conciso, molto elegante. E non è mai stato tradotto in qualsiasi altra lingua oltre all'inglese ... forse non è possibile, per tradurre autori come Broun o Garielle Lutz (Broun forse non tanto quanto Lutz)? Quando il linguaggio è più importante del racconto, ha senso, è guisto? Per succhiarne semplicemente il significato letterale senza preoccuparsi di come suona? Dove non è importante cosa dici ma COME lo dici ... dovrebbe essere tradotto? Hob Broun ha dovuto scrivere dove ogni parola contava, lettera per lettera, con uno apparato speciale azionato da sbuffi d'aria perché era un tetraplegico e non poteva usare le dita, quindi ha dovuto pensare a lungo e intensamente a ogni lettera. Tu provi a scrivere un libro senza usare le mani! Prima dell'avvento del riconoscimento vocale.

Nell'imparare a scrivere in italiano, io voglio usare questa metodo di «consecuzione» attribuito a Gordon Lish (L'editore di Broun + Lutz), ciò che Garielle Lutz descrive così bene in questo saggio, «La Frase è un luogo solitario» ... mettendo un piede davanti all'altro, come se stessi camminando su un sentiero, dove ogni parola genera la successiva. Ma è difficile in italiano perché la logica e costruzione della frase è spesso inversa rispetto all'inglese. Soprattutto quando penso ancora in inglese e traduco al volo in mi testa, dovendo correggere me stesso.

Devo smettere di tradurre intere frasi con Google e di tradurre solo parole, e alla fine per niente. Impara a camminare senza stampelle, piano piano, «poli poli» come si dice in swahili, a un piede davanti all'altro, come se fosse su un percorso lineare. Critica pure il piccolo gufo verde quanto vuoi ma Duolingo è utile in questo senso, per imparare la struttura delle frasi.

Comunque, ho pensato di esercitarmi traducendo alcune frasi selezionate dal libro Numeri cardinali, essendo che le frasi di Broun sono così unica (spesso si sentono italiani nella logica grammaticale):

«Caroline halved the distance between them on the divan and proffered on her snow-white hand a nugget of crystallized ginger.»

«Caroline dimezzó la distanza tra loro sul divano e le porse sulla mano bianca come la neve una pepita di zenzero candito.»

... strano, perché quando prendi questa frase e la traduci di nuovo in inglese, diventa tutto un pasticcio mutilato:

«Caroline closed the distance between them on the sofa in half and handed her a nugget of candied ginger into her snow-white hand.»

... quindi non so dove si siano incrociati i fili ... mi sembra che abbia senso in italiano, o no? Dimmi tu, italiani. L'altra reazione istintiva che devo smettere di fare è controllare come si traduce automaticamente in inglese e poi modificare di conseguenza per adattarlo al modo in cui si traduce con le macchine (come quella «macchine», immagino che verrà tradotta come «car», come 500, non computer, ma non mi frego qualunque cosa dica).

«“It’s like a coin-flip experiment,” he said, sweeping in the ten of diamonds. “All that’s decided is that you can’t decide.”»

«“Ècome un esperimento di lancio di una moneta”, disse, tirando fuori il dieci di quadri. “Tutto ciò che è deciso è che non puoi decidere.”»

. . .

«Numbers might be a trick, but he could understand the laws of shape.»

«I numeri potrebbero essere un trucco, ma lui potrebbe comprendere le leggi della forma.»

. . .

«And what they want is the clacking logic of one domino tipping the next one as it falls and the next and the next and the next. But all he can remember is what the things were, not why or where they went.»

«E quello che vogliono è la logica ticchettia di un domino che fa cadere quello successivo, e quello successivo, e quello successivo. Ma tutto ciò che riesce a ricordare è cosa erano quelle cose, non perché o dove sono andate.»

. . .

«She could recognize that love came like gas from a hard rubber mouthpiece.»

«Poteva riconoscere che l'amore usciva come gas da un bocchino di gomma dura.»

[Ho scelto quello non tanto per il suono della frase, ma per il significato, una delle poche volte in cui accenni a la sua condizione di base (Broun aveva bisogno di un respiratore per respirare)].

«But really it is nothing special, a trick rather than a gift, a type of accidental serenity. His lacks make it possible: a lack of ambition, a lack of taste, and—he must admit—a lack of curiosity, that is to say, of a curiosity immediately engaged.»

«Ma in realtà non è niente di speciale, un trucco più che un regalo, una sorta di serenità accidentale. Sono le sue mancanze che lo renderlo possibile: mancanza di ambizione, mancanza di gusto e—deve ammetterlo—mancanza di curiosità, cioè di una curiosità immediatamente attiva.»

. . .

«But distance is lost, his removes collapsed and overrun. Awful, this layered weight on him, like something made up and come round, revenge of his written victims giving back what he’d stuck them with.»

«Ma la distanza è persa, i suoi rimorsi crollano e travolgono. Terribile, questo peso stratificato su di lui, come qualcosa di inventato e ricomposto, la vendetta delle sue vittime scritte che restituiscono loro ciò che lui aveva inflitto loro.»

. . .

«Regret is why people read what he writes.»

«Il rimpianto è perché la gente legge ciò che scrive.»

. . .

«Germ idea and what it becomes through process should be discrete.»

«L'idea del germe e ciò che diventa attraverso il processo dovrebbero essere distinti.»

. . .

«I thought of the acute angle as an abstraction of speed, thrust, dynamism. What is it to understand a language and still not be able to speak it?»

«Ho pensato all'angolo acuto come a un'astrazione di velocità, spinta, dinamismo. Cosa significa capire una lingua e non saperla parlare?»

[Ovviamente ho scelto questo perché posso relazionarmi nel mio stato attuale.]

«The glove compartment fills up with receipts, a wealth of documentation. Billboards and license plates turn unpreventably into algebra.»

«Il vano portaoggetti si riempie di ricevute, una montagna di documentazione. Cartelloni pubblicitari e targhe si trasformano inesorabilmente in algebra.»

. . .

«In my own case, form follows function until exhausted but never catches up. A rerun in every direction, I mean.»

«Nel mio caso, la forma segue la funzione fino al suo esaurimento, ma non la raggiunge mai. Una ripetizione in ogni direzione, intendo.»

. . .

«That they can be fixed in a coherent sum is the kind of stance we live on, like entropy or antimatter: pretty fictions that don’t explain, furtive agreements of pretense, a wink and a ducking away.»

«Che possano essere fissati in una somma coerente è il tipo di posizione su cui viviamo, come l'entropia o l'antimateria: belle finzioni che non spiegano, accordi furtivi di pretese, un'occhiata e un nascondiglio.»

. . .

«Che was tempted to think that measurement, the language of numbers, was another form of hearsay—he was an uncomfortable materialist.»

[dove "Che" è Che Guevara.]

«Che era tentato di pensare che la misurazione, il linguaggio dei numeri, fosse un'altra forma di sentito dire—era un materialista scomodo.»

. . .

«He couldn’t keep his eye off the mileage counter, reassured by any movement of the numbers.»

«Non riusciva a staccare gli occhi dal contachilometri, rassicurato da ogni movimento dei numeri.»

. . .

«Suppose his words were like antibodies: formed in the past as specific response, then stored for use? He could learn to dissolve them.»

«Supponiamo che le sue parole fossero come anticorpi: formati in passato come risposta specifica, poi immagazzinati per l'uso. Potrebbe imparare a dissolverli.»

. . .

« Change the rules once you learn following, new tricks for the dog, ...»

« Cambia le regole una volta che hai imparato a seguire, nuovi trucchi per il cane, ...»

+ gli ultimi paroli del ultimo racconto del libro:

«... and hid inside the hedge me seeing them all.»

«... e nascosto dentro la siepe è io vedendo tutti.»

Un racconto («Fryed Cutlets» è stato difficile da correggere perché gli errori di battitura erano intenzionali, per esempio: «chaynsmoking wressler».

E in un altro, un personaggio mangia in un ristorante chiamato «La Campaña d’Oro» (campagna d'oro) che io pensavo dovesse essere: «La Campana d’Oro» (lo stesso in italiano che in spagnolo), ma dal momento che si trovava a un ristorante cubano, quindi potrebbe riferirsi a qualche campagna politica, piuttosto che una lucida campana che suona? O alla campi di paesi? Quindi non l'ho modificato, l'ho lasciato così com'è: «STET» come il correttore di bozze lo contrassegna nel margine, che significa «lasciarlo stare» in latino. Ma ho trovato una mezza dozzina di errori di battitura che Lish non ha colto.

E a un certo punto del libro Broun si riferisce all'Amerika come «The United Snakes», cosa che ho trovato buffo. Proprio quando pensavo di non avere nulla in comune con gli meri cani (ah ah, forse questa sarà la mia parola in codice per gli americani, «simply dogs»), quando leggo un libro come questo, ho fatto sentire che Broun è uno spirito affine, la mia stessa tribù (oltre il collegamento Portland—New York).

Ed ecco è la copertina che ho disegnato per il libro (volevo che sembrasse uno di quei vecchi libri contabili).

E a proposito di Hob Broun, la sua vedova (quella che balla con lui nella foto sopra) è venuta in città (da Portland) e ho avuto il privilegio e piacere di incontrarla ieri a Riverside Park.

Film visti la scorsa settimana:

× Popeye: l'habbiamo provato perché ci piacciono Robin Williams e Shelly Duvall (scelti alla perfezione), ma siamo durati solo pochi minuti ӫ

× Winter Kills: un altro film di cospirazione degli anni '70, con The Dude, John Huston e Anthony Perkins ... strano perché ci è capitato di guardarlo l'11 settembre 2025 e la moglie di Anthony Perkins era su uno degli aerei che hanno colpito le torri l'11 settembre 2001

× Carlos I, II + III: film in 3 parti sul famigerato terrorista mercenario, Carlos lo Sciacallo

× The Radical Story of Patty Hearst serie: (ӍӽⲭωԦe ɜƯe ḏἤⲑӃ ҭ ởҭᾊҩ pҫ ⳆaởἍӃ Ἅ ʛῖʌӆὼΊ bἯaӊ ξƯe Ήcҷΐe + ʛ ҷe ɜƎ ὼởⲏ щӍӊӃ ӏῸe ḏἤⲑӃ aƯa vҫᾉⲛ ᾖӆǀ) Cъa c'Ϥ ҭ οᾡἌḏ шgӆ ὼῒ '70 + ΐ ⲑƭi ӏῸi ᾎἅ… tҫⳏᾐiᾥ ⲏҭҩӆ? Pҫҷé i ἩƁὼi ¿Ⲭrⲉὼi ҭ oⲅi ʛэ ởsì ΐэιi, Ⲏ⳧a nҢⲬэ ὟпҟӊӃ? Ed è ἫҫҟҧҨe эӊӃ ҷe Ἅ ΉdӃ ҭ PӍρ Hỵῷt ӈῠⲭ Όὡe dʋ ᾝᾉgӆo ҭ ѳⲥῒὫὄⲂe ɜƯ'Uῒvҫᾉtà ҭ Bҫkʋķ, ΎΐӍo σ RԦⳖd R∅лn, + ὼҷe ởⲬ, ΐӅῠ ҭ ҷɒɜӃ ụ rӷẩḽ, l'SLA ҷɒⲎ aƯa ӈⲥgӆa HῚҡ ҭ ЗΏӃ ᾥbo ai povҫi (+ R∅лn ҭsⲎ ҷe οϤⲭ ҷe ҷiụӏe џῠƭἯⲎ ӏҟḽ ᾥbo ᾉ ѳΉἍsⲎ ҭ bпuӆsҼ).

× Paddington in Peru: non è buono come gli altri due, ma ne vale comunque la pena, e il messaggio di fondo sull'immigrazione è buono

× The Seduction of Joe Tynan: un altro film dormiente degli anni '70 ... sembrava che Alan Alda avesse scritto questo film per poter avere una relazione sullo schermo con Meryl Streep... e ovviamente in il fino lui è l'eroe anche se è un maiale, ma Barbara Harris era brava

× The Priutt Igoe Myth: affascinante (ma straziante) racconto ammonitore documentario su come i progetti di edilizia popolare possano andare terribilmente male

[ (§)om.posted 2025 ΐ8 ⳛ |  Ƈalѳari arɔῐve  ]